AMMALARSI DI CIBO
Il contesto dell’era contemporanea contribuisce ad uno stile di vita sempre meno attento al rapporto con l’alimentazione. Il cibo è disponibile costantemente, grazie ai fast food, ai servizi di consegna a domicilio, ai supermercati aperti anche di notte. Di solito viene consumato velocemente, senza attenzione alla qualità e alla quantità di ciò che ingeriamo, con un processo meccanico e privo di consapevolezza.
Come molte cattive abitudini, anche questa, con il passare del tempo, contribuisce, assieme a molti altri fattori, alla creazione di un contesto favorevole per lo sviluppo di patologie gravi come il diabete di tipo due che influisce anche sulla serenità psicologica.
La patologia del diabete porta con sé un progressivo e inesorabile deterioramento dello stato psicofisico, ostacolando di conseguenza un armonico approccio alle attività quotidiane.
Se mangiamo troppo e male, per motivi diversi da quello di nutrire il nostro organismo fornendogli ciò che gli serve per funzionare bene e rimanere in uno stato di equilibrio, ci stiamo orientando verso una direzione pericolosa.
È possibile qualche volta cedere a qualche tentazione e ciò non significa ammalarsi sicuramente. L’importante è non protrarre alcuni comportamenti e farli diventare abitudini. Un primo passo potrebbe essere cominciare a fare attenzione a ciò che si mangia e, magari, provare a scegliere l’alternativa più sana; un giorno per volta, un pasto per volta.