Il cibo: elemento della cultura
Il cibo, accanto al linguaggio, alla religione, alle usanze è elemento caratterizzante l’identità di gruppo, potendo determinare differenziazioni tra diverse culture.
La scelta di un alimento non è solo dettata dal gusto individuale ma molto spesso è il risultato di condizionamenti originati da cause economiche, ambientali, politiche, economiche e religiose. Un esempio è il divieto del consumo di carne bovina per gli Induisti in quanto la vacca è considerata incarnazione di divinità. Da dove deriva questa credenza? Nasce dalla necessità di preservare la razza bovina che, oggetto di riti sacrificali nelle popolazioni Veda, rischiava l’estinzione nelle pianure alluvionali indiane: ciò avrebbe minato la sussistenza del sistema agricolo in quanto i bovini erano utilizzati anche per arare i campi. Accanto a questo, per la popolazione Indù, il non cibarsi con carne bovina divenne simbolo di identità in quanto segno di distinzione tra la popolazione autoctona e gli immigrati, mussulmani e cristiani, che di carne bovina invece si nutrivano.
Un altro esempio è la carne di maiale, proibita dal Corano e considerata anche nel Levitico come carne proveniente da animale immondo che si nutre di feci e si rotola nel fango. In realtà il maiale è un animale non utile nel lavoro dei campi, che non sopravvive in zone aride (si rotola nel fango per abbassare la temperatura corporea), non produce cibo (latte) e soprattutto è competitore ambientale dell’uomo cibandosi dello stesso tipo di alimenti (e non di erba, fieno, arbusti come altre specie animali). Quindi la limitazione nell’uso come alimento è stata nel tempo motivata da cause ben differenti dalla “impurità” dell’animale.