slide
ALIMENTAZIONE
Scheda 01
Le calorie
di Roberta Spiti, Medico Specialista in Scienze dell'Alimentazione

In scienza dell’alimentazione l’unità di misura dell’energia è la chilocaloria (kcal = 1000 cal), cioè la quantità di energia necessaria per portare 1 kg di H₂O dalla temperatura di 14,5° C a 15,5° C.

In calorie si misura il potere energetico degli alimenti e anche la quantità di energia che consumiamo per vivere e muoverci.

La chilocaloria viene normalmente utilizzata come unità di misura nelle tabelle italiane. In realtà a livello internazionale è utilizzato il kilojoule (J), definito come l’energia necessaria per muovere di 1 m la massa di 1 kg alla velocità di 1m/sec.

Nelle etichette degli alimenti in genere si trovano espressi entrambi i valori (kcal e Joule).

Qualche esempio di un confronto tra il valore calorico di alcuni alimenti e l’attività fisica che dovremmo praticare per compensare le calorie introdotte:

1 ora di ballo moderato o di bicicletta corrisponde approssimativamente a:

  • 1 panino al prosciutto
  • 1 brioche con cappuccino
  • 1 gelato medio

1 ora di camminata (5 km/ora) corrisponde approssimativamente a:

  • 50 gr di cioccolato
  • 50 gr di biscotti
  • 1 hamburger
  • 1 confezione grande di popcorn (circa 70-80 gr)
Scheda 02
Il bilancio energetico
di Roberta Spiti, Medico Specialista in Scienze dell'Alimentazione

Il Metabolismo Energetico è l’insieme delle variazioni energetiche conseguenti alle reazioni che avvengono nell’organismo.

Il dispendio energetico, equiparabile al metabolismo energetico, definisce l’energia necessaria per i processi biochimici che avvengono nell’organismo più quella rilasciata dal corpo sotto forma di calore.

Il dispendio energetico totale di un essere vivente comprende:

  • Dispendio energetico a riposo (rappresenta il 60-75% del dispendio energetico totale)
  • Dispendio energetico da attività fisica (rappresenta il 15-30%)
  • Dispendio per la termogenesi (produzione di calore)

Il fabbisogno energetico è l’espressione dell’apporto di energia necessaria a compensare il dispendio energetico. Tale energia può essere fornita esclusivamente attraverso gli alimenti e le bevande che introduciamo.

Quando si misura il metabolismo di base o di riposo si valuta la quantità minima di energia richiesta dall’organismo per svolgere esclusivamente le attività vitali, energia necessaria per il funzionamento degli organi e dei tessuti. I consumi energetici basali sono influenzati dalla massa corporea dell’individuo e principalmente dall’attività della massa magra.

Il metabolismo basale di un adulto è poi influenzato prevalentemente da:

  • Superficie, massa e composizione corporea
  • Sesso: il sesso femminile ha un metabolismo di riposo inferiore del 5/10% a quello del sesso maschile poiché la composizione del corpo femminile è differente (la donna ha meno muscoli e più tessuto adiposo di un uomo)
  • Età e accrescimento: l’attività metabolica è maggiore nelle primissime fasi della vita, quando la crescita è più rapida, diminuendo sensibilmente
  • Stato nutrizionale (il digiuno rallenta la spesa energetica a riposo)
  • Gravidanza e allattamento (aumentano il dispendio energetico)
  • Clima (solo alle latitudini estreme)
  • Attività ghiandole endocrine, sonno e febbre:
    • le secrezioni ghiandolari della tiroide, del surrene e dell’ipofisi influenzano il metabolismo energetico. L’ormone tiroideo è la secrezione che ha più importante influenza: l’ipotiroidismo è caratterizzata da una sensibile diminuzione del metabolismo di riposo, l’opposto succede nell’ipotiroidismo.
    • Il sonno si accompagna a una diminuzione del metabolismo di riposo.
    • La febbre determina un aumento del 13% del metabolismo di riposo per ogni grado di temperatura al di sopra dei 37°.

Per la valutazione dei fabbisogni energetici globali al metabolismo di riposo (dispendio energetico a riposo) si aggiunge la misura del dispendio per l’attività fisica che è molto variabile da individuo a individuo ed è strettamente dipendente dal tipo, frequenza e intensità delle attività svolte.

Le attività si distinguono in lievi, moderate, pesanti e molto pesanti. Il dispendio energetico globale è influenzato relativamente dalle attività lavorative e quasi esclusivamente dalle attività ricreative e sportive svolte durante il tempo libero: ciò a differenza del passato, quando invece le attività lavorative erano faticose fisicamente e quindi a più alto dispendio di energia.

Di seguito il dispendio energetico approssimativo in alcune attività ricreative e sportive.

Attività sedentarie, come per esempio suonare uno strumento musicale, comportano un dispendio di:

  • fino a 150 kcal/h per un uomo (65 kg);
  • fino a 120 kcal/h per una donna (55 kg).

Attività lievi, come per esempio giocare a gold, tennis da tavolo o biliardo, comportano un dispendio di:

  • tra 150 e 300 kcal/h per un uomo (65 kg);
  • tra 120 e 240 kcal/h per una donna (55 kg).

Attività moderate, come per esempio il ciclismo, la ginnastica, il nuovo o lo sci comportano un dispendio di:

  • tra 300 e 450 kcal/h per un uomo (65 kg);
  • tra 240 e 360 kcal/h per una donna (55 kg).

Attività pesanti, come per esempio l’atletica o il calcio, comportano un dispendio di:

  • oltre 450 kcal/h per un uomo (65 kg);
  • oltre 360 kcal/h per una donna (55 kg).

Il bilancio energetico risulta in pareggio quando le entrate sono uguali alle uscite, mentre è positivo o negativo quando le entrate sono rispettivamente superiori o inferiori alle uscite.

logo
logo
logo
logo
logo
logo
logo
logo
logo