Trash Food
Trash food, Junk food, cibo spazzatura…tutti termini per una sola categoria di prodotti: alimenti che non sono salutari e che non sono indicati nell’alimentazione quotidiana soprattutto dei giovani.
Perché?
Dal punto di vista nutrizionale
Perché sono cibi che hanno caratteristiche e contengono ingredienti nocivi se consumati in modo continuativo in quanto:
- Forniscono un elevato apporto energetico rappresentato soprattutto da grassi e zuccheri, coloranti e additivi,
- Hanno un basso valore nutrizionale in quanto, in contrasto con l’elevato contenuto calorico, forniscono scarsi nutrienti utili all’organismo.
Tra i grassi contengono elevate quantità di colesterolo, acidi grassi saturi o grassi idrogenati; tra i carboidrati contengono principalmente zuccheri semplici (dal gusto dolce) e raffinati. Mancano generalmente invece di vitamine, sali minerali, fibra alimentare, acidi grassi essenziali.
Sono particolarmente controindicati a chi ha uno stile di vita sedentario: a coloro che passano tanto tempo al pc o seduti senza fare attività fisica ma intanto sgranocchiano cibo inutile. Inutili e anche dannosi perché il rischio è di abituarsi a mangiare in modo disordinato e non adeguato alle proprie esigenze, infatti sono soprattutto pericolosi per chi non fa movimento. Se consumati invece saltuariamente e a fronte di pratica di attività fisica possono non essere vietati in assoluto.
Dal punto di vista della salute
Il consumo frequente o abituale di Trash food è riconosciuto come una delle cause della maggior incidenza di obesità infantile e anche in età adulta, obesità che si accompagna a maggior incidenza di malattie (incremento di morbilità e mortalità).
Dal punto di vista economico
La maggior incidenza di morbilità, cioè di malattie conseguenti ad abitudini non adeguate, comporta un aumento anche della spesa pubblica sanitaria nazionale per la cura di patologie (obesità, diabete, dislipidemie, malattie cardiovascolari, maggior incidenza di problemi motori e oncologici) la cui espressione potrebbe essere evitata o ridotta con una alimentazione più corretta e bilanciata.
Inoltre, dietro al commercio e alla ampia distribuzione di questi prodotti (per esempio attraverso i distributori automatici (“le macchinette”) nelle scuole, nei locali pubblici, negli autogrill) e alla grande pubblicità attraverso i media, si nascondono gli interessi commerciali dei produttori e del marketing.
Dal punto di vista delle scelte
Nonostante tanti punti a sfavore i junk food nella realtà sono apprezzati e consumati di frequente perché risultano essere buoni al palato, perché incontrano i gusti golosi di bambini, ragazzi e non solo, perché sono comodi e veloci da consumare e perché costano poco. Uno snack o un pasto al fast food ha sicuramente un prezzo inferiore di un pasto al ristorante.
É essenziale che i messaggi e le indicazioni provenienti dalle famiglie, dalla scuola e dalla pubblicità siano tutti orientati a ridurre il consumo dei junk food per non indurre abitudini e comportamenti non sani e difficili poi da modificare.
In un recente studio commissionato dal Governo Inglese (PLos Med, 2020) è stato rilevato come l’aver ritardato la programmazione della stessa pubblicità di cibi spazzatura messa in onda normalmente tra le 17.30 e le 21.30 a dopo le 21.00 abbia determinato una riduzione del consumo di calorie da parte dei giovani e quindi del rischio obesità.
Comunque, nonostante tutto quanto detto, sarebbe eccessivo vietare in assoluto il consumo saltuario di cibi spazzatura perché i danni sistemici che questi junk food apportano all'organismo sono conseguenza della loro assunzione frequente e in quantità abbondanti: sarebbe sufficiente limitare il consumo di snack dolci e salati e di bibite zuccherine a una frequenza occasionale.